Cisternino, in Puglia, nella Valle D'Itria

Cisternino: è un comune di 12.076 abitanti della provincia di Brindisi, si affaccia sulla valle d'Itria tra Altosalento e Bassamurgia.

Geografia: Sull'ultimo lembo della Murgia sud orientale pugliese (394 m. sul livello del mare), si affaccia a Sud-Ovest sulla splendida valle d'Itria tempestata di trulli.
Stemma: Lo scudo sormontato da una corona è suddiviso a croce di Sant'Andrea di rosso e d'oro. Al centro vi è un pastorale d'argento accostato da due rose di rosso sull'oro.
Storia: Il territorio del comune di Cisternino fu abitato, fin dal Paleolitico medio - superiore, da nuclei umani provenienti dal nord della penisola o dall'area siculo-africana e che lasciarono, sulle colline dove fissarono i loro accampamenti stagionali, numerose tracce della loro vita, dedita alla caccia e alla raccolta di frutti spontanei e tuberi. Ancora oggi, nella zona di monte Specchia, sui colli di Restano e sulle incolte balze di Serra Amara, si rinvengono utensili preistorici d'ogni genere: punte di zagaglie, lame, raschiatoi e bulini per incidere ossi. Queste comunità umane andarono sempre più infittendosi, fino a raggiungere un numero considerevole di insediamenti nell'Età del Bronzo; decine di stazioni di questa età sono state recentemente localizzate in varie zone del territorio e quelle di Maselli, Ibernia piccola, Carperi, monte d'Alessio, monte le Fergole e Figazzano, hanno un'importanza non indifferente per la comprensione della preistoria brindisina.

Il nome Cisternino deriva dall'eroe eponimo Sturnoi, compagno di Diomede, che fondò il paese dopo la Guerra di Troia. In seguito il centro fu occupato dai Romani, che lo chiamarono Sturninum, occupando il suo territorio in seguito alla neo-colonizzazione ed al ritorno dalle guerre di espansione nel Mediterraneo. I Goti, con i loro saccheggi, mandarono in rovina l'antico abitato di Sturninum.

L'attuale Centro Storico è rinato grazie ai monaci basiliani nel Medioevo, che lo chiamarono Cis-sturnium (al di qua di Sturnium). La prima testimonianza del Casale di Cisternino è data dalla scoperta, al di sotto della Chiesa romanica di S. Nicola, dei resti di una piccolo tempio cristiano, databile intorno all'anno 1000. Papa Alessandro III, con una bolla pontificia del 26 febbraio 1180 assegnava questa chiesa ed il Casale di Cisternino al Vescovo di Monopoli.

BENI ARCHITETTONICI: I beni architettonici più importanti e più interessanti da vedere sono: La Torre di Porta Grande o Normanno-Sveva: di epoca medievale, alta 17 metri, questa torre costituiva l’ingresso principale della città. In alto, sulla sommità, vi è una piccola statua di San Nicola. E’ stata sottoposta nei secoli a vari riadattamenti, l’ultimo dei quali nel 1995. La Chiesa Madre di San Nicola: costruita nel XIV secolo su di un’ antica chiesa paleocristiana dei monaci Basiliani, presenta al suo interno due opere in pietra viva del ‘500, di notevole valore, firmate dallo scultore “Stephanus Abulie Poteniani” (Stefano da Putignano): una Madonna con Bambino, nota come La Madonna del Cardellino e un piccolo tabernacolo.Il Santuario della Madonna d’Ibernia (Madonna de Bernis): a tre km dal centro abitato, questo santuario è legato ad una leggenda; sarebbe stata proprio la Vergine, infatti, con una apparizione, ad indicare il luogo esatto dove sarebbe sorto il santuario a lei dedicato. Il terreno attorno è ricco di ceramiche e reperti risalenti ad epoca romana e medievale.

Fu ritrovato anche un capitello bizantino ed alcune tombe e questo fa supporre che il santuario sorga sulle rovine di un centro abitato, ruotante attorno ad una chiesa paleocristiana.

FOLKLORE E TRADIZIONI: Tra le manifestazioni folkloristiche più attese a Cisternino, c’è sicuramente il Lunedì di Pasqua. Chiamata nel dialetto dei suoi abitanti “Pasquarèdde”, questa festività si svolge presso il Santuario della Madonna d’Ibernia, dove ci si reca con dei dolci tipici ( a forma di borsetta con due uova sode per i bambini, con uno a forma di bambola con un uovo sodo per le bambine), chiamato “u churrüchele”, esso porterebbe prosperità e fecondità. Non a caso, quella d’Ibernia è la Madonna della vita, della fertilità e dell’abbondanza.

Di particolare importanza sono le consuete edizioni del Festival Pietre che Cantano, del Festival delle Bande Giovanili, del Festival Suoni Sacri e dal Pianeta, l'Alterfesta e la ormai consolidata Fiera della Valle d'Itria.Le sagre più rinomate, invece, che si svolgono tra Cisternino e le sue frazioni, sono: la sagra delle orecchiette e quella del coniglio, che si svolgono nel mese di agosto, e la sagra dell’uva, che si tiene a settembre. Queste sagre sono sia un momento di ritrovo e di allegria per tutti i cittadini, ma soprattutto una maniera importantissima di tenere ancora vitale il patrimonio folkloristico di ogni regione, la base per l’identità della città, come del cittadino che la abita.